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Si può insegnare la saggezza?

Hermann Hesse sosteneva che “la saggezza che un dotto cerca di comunicare ha sempre un suono di pazzia.
... La scienza si può comunicare, ma la saggezza no.
Si può trovarla, viverla, ... ma dirla ed insegnarla non si può”.
Probabilmente è vero, ma per trovarla e viverla dobbiamo cercarla.

Credo che lungo il sentiero della ricerca possono esserci d’aiuto dei segnavia,
un po’ come fanno gli “omeni”, quei cumuli di pietre che marcano certi impervi sentieri di montagna.

Un segnavia potente è la scienza stessa e, più in generale, la cultura,
specialmente quando esse sono apprese con rigore ed impegno:
non a caso si parla di educazione e formazione universitaria e non di addestramento.
Altre indicazioni ci sono state lasciate dai grandi spiriti che hanno illuminato l’umanità
e che ci rendono orgogliosi di appartenere al genere umano, nonostante tutti i suoi misfatti.
Leggere qualcuno dei loro pensieri può essere divertente, oltre che utile;
di certo può essere uno svago tra lo studio di una lezione e l’altra.


Eccone qui di seguito alcuni

Newton
Einstein
Einstein & Poincaré
Steinmetz
Brougham

Weizembaum
Carver

Kreeft

Eddington
Confucio
Pericle

Newton

....
ma io mi vedo come un bambino che gioca
sulla riva del mare e di tanto in tanto
si diverte a scoprire un ciottolo più levigato
o una conchiglia più bella del consueto,
mentre davanti a me si stende, inesplorato,
l’immenso oceano della verità

Isaac Newton

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Einstein

Una cosa ho imparato nella mia lunga vita:
che tutta la nostra scienza, confrontata con la realtà,
è primitiva e puerile,
e tuttavia essa è la cosa più preziosa che abbiamo.

Albert Einstein

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Einstein & Poincaré

Albert: Sai, Henri, un tempo studiavo matematica,
             ma la ho lasciata per la fisica.
Henri:  Oh, davvero, Albert, ma perché?
Albert: Perché, pur potendo distinguere le asserzioni vere da quelle false,
            non potevo stabilire quali fossero i fatti importanti.
Henri: E' molto interessante, Albert, perché in origine io studiavo fisica,
            ma la ho lasciata per la matematica.
Albert: Davvero! Perché?
Henri: Perché non ero in grado di dire quali fatti importanti fossero veri.

Dialogo tra Albert Einstein e Henri Poicaré

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Steinmetz

Nessuno diviene davvero sciocco finchè si ferma a porsi domande

Charles P. Steinmetz

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Brougham

L’educazione rende un popolo facile da guidare ma difficile da comandare;
facile da governare ma impossibile da schiavizzare

Henry P. Brougham

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Weizenbaum

Le scuole farebbero bene a perseguire quello che è di gran lunga il loro compito più importante:
insegnare ai loro allievi ad esprimersi chiaramente e con precisione sia nel parlare che nello scrivere;
ossia portarli verso la piena padronanza del linguaggio.
Se non ci riescono, tutta l’istruzione scientifica e matematica è solo una perdita di tempo.

Joseph Weizenbaum (forse è una posizione un po' radicale, ma l'idea merita una riflessione)

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Carver

Quanto tu possa progredire nella vita dipende da quanto saprai essere tenero coi giovani,
paziente con gli anziani, comprensivo con chi fatica, tollerante con i deboli e con i forti.
Perché un giorno ti capiterà di essere tutto ciò.

George W. Carver

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Kreeft

Affronta le sfide: se vincerai sarai felice, se perderai sarai più saggio

Peter Kreeft

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Eddington

[a proposito del tragico volo di Icaro, ndr.] Le fonti classiche riferiscono che stava soltanto "facendo una bravata", ma a me piace pensare a lui come all'uomo che mise in luce un difetto di costruzione nelle macchine volanti dell'epoca..

Arthur S. Eddington

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Confucio

Meglio stare zitti dando l'impressione di essere stupidi, che parlare togliendo ogni dubbio.

Confucio
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Pericle

Qui noi facciamo così. Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia. Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, non come un atto di privilegio, ma come una ricompensa al merito. La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo. Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Un cittadino non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa. E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita a una politica, tutti qui siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore. Ogni cittadino qui cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui, ad Atene, noi facciamo così.

Pericle (da Tucidide: La guerra del Peloponneso)
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